Fucecchio ha dato i natali ad un mostro sacro del giornalismo italiano come Indro Montanelli, ma il piccolo paese fiorentino oggi è tornato in auge per motivi legati al calcio perché lì è nato Massimiliano Alvini, allenatore del Frosinone che sta sorprendendo la serie A con ottimo calcio e risultati.
Dopo una carriera da calciatore nei dilettanti con le maglie del Firenze Ovest e del Signa, a 30 anni decide di farsi da parte in seguito ad un infortunio al ginocchio che per l’età e la categoria diventa motivo utile per dire addio.
Il calcio fino a quel momento (e per diverso tempo a seguire) è solo una grande passione perché il vero lavoro è quello di vendere suole per calzature nell’azienda di famiglia.
Per continuare a divertirsi con il calcio si mette ad allenare un gruppo di amatori del campionato UISP.
Il Signa, dopo sette anni passati a difendere la maglia, gli assegna la panchina della Juniores, dove fa bene e si guadagna sul campo la guida della prima squadra, che milita in Promozione.
Al primo anno centra la promozione in Eccellenza, al secondo retrocede perdendo i play out contro il Camaiore.
Nella stagione 2003/2004 è al Quarrata, compagine della provincia pistoiese che milita in Eccellenza.
Guadagna i play off raggiungendo il quinto posto in campionato, ma il cammino verso la promozione s’interrompe subito al primo turno.
Alvini accetta di tornare al Signe, che ritrova in Promozione.
Due stagioni, un quinto ed un terzo posto prima di fare la strada inversa e riaccasarsi al Quarrata nell’estate 2006.
Alla splendida vittoria del campionato della prima annata, segue un cammino pessimo che s’interrompe già ad ottobre.
Il primo passo falso di una carriera da allenatore appena iniziata diventa un’occasione importantissima per il suo futuro.
Nella stagione 2008/2009, infatti, approda sulla panchina del Tuttocuoio, squadra pisana che fino a quel momento ha militato sempre tra i dilettanti.
Primo anno, vittoria del campionato Promozione toscana e promozione in Eccellenza.
Secondo anno vince girone dell’Eccellenza Toscana, la Coppa Italia regionale e la Coppa Italia Dilettanti.
Due campionati di assestamento con piazzamenti a metà classifica in serie D prima di conquistare, nella stagione 2012/2013, la vittoria nel proprio girone e la promozione in Lega Pro Seconda Divisione, prima esperienza tra i professionisti per Alvini (che dopo questo successo inizia a dedicarsi totalmente al calcio) e per il Tuttocuoio.
La riforma della Lega Pro costringe i toscani a giocarsi un posto nel nuovo campionato unico di terza serie e l’obiettivo viene raggiunto.
Dopo sette stagioni alla guida del Tuttocuoio, Alvini nel giugno 2015 decide di cambiare e accetta la proposta della Pistoiese, sempre in Lega Pro.
Una scelta sbagliata con il senno di poi, perché i risultati sulla panchina arancione non arrivano ed in primavera viene esonerato.
In estate ritrova spazio all’Albinoleffe, ancora in terza serie, ripescata dopo la retrocessione maturata sul campo.
Con la squadra bergamasca Alvini raggiunge il nono posto in classifica nel girone B, ottenendo il diritto a disputare i play off.
Superato il primo turno ai danni del Padova, i lombardi poi vengono piegati dalla Lucchese.
Nella seconda stagione all’Albinoleffe, quella 2017/2018, arriva il sorprendente quinto posto e quindi la possibilità di giocarsi nuovamente la promozione ai play off.
Eliminati Pistoiese e Monza, la corsa verso il sogno s’interrompe solo per colpa del Feralpisalò.
Alvini rimane ancora a Bergamo ma, dopo gli ottimi risultati raggiunti nelle due stagioni precedenti, il terzo anno si conclude con l’esonero, con in mezzo anche un ricovero per problemi cardiaci.
Per il campionato 2019/2020 arriva la chiamata della Reggiana.
In Emilia ci si diverte e si vince, andando oltre ogni aspettativa: secondo posto in Lega Pro, play off e promozione in B.
Un capolavoro di Alvini, che viene premiato con la Panchina d’Oro di serie C come miglior allenatore della stagione.
Tra i cadetti, però, le cose non vanno per il verso giusto e per gli emiliani arriva l’immediata retrocessione in terza serie.
Il mister rimane in B, passando con un contratto biennale al Perugia, dove i tifosi si attendono una stagione tranquilla con un piazzamento lontano dai bassifondi della classifica.
Gli umbri, invece, vanno oltre ogni aspettativa e si piazzano all’ottavo posto, riuscendo ad agguantare la posizione giusta per accedere ai play off.
L’avventura per ottenere un risultato epico s’interrompe immediatamente contro il Brescia, lasciando un’amarezza incredibile tra i supporter dei grifoni.
Le ottime prestazioni della squadra avevano convinto la società a prolungare il contratto ad Alvini, sintomo di una fiducia anche per il futuro.
Quando, però, arriva la chiamata della Cremonese e della serie A l’allenatore toscano chiede ed ottiene la rescissione consensuale dell’accordo provocando molto malumore tra i tifosi.
Anche nel calcio che conta Alvini riesce a mettere in mostra un bel gioco, ma i risultati tardano ad arrivare, soprattutto perché ha disposizione una rosa poco competitiva ed esperta per affrontare la categoria.
Il 14 gennaio 2023 la sconfitta interna contro il Monza, diretta concorrente per la salvezza, gli costa l’esonero.
In estate trova di nuovo posto, scendendo in B, con lo Spezia appena retrocesso che ha l’obiettivo di una immediata risalita.
Nonostante ci siano tutti i presupposti per fare bene e mettersi alle spalle l’esperienza negativa di Cremona, la squadra ligure non riesce a partire con il piede giusto.
Così, il 15 novembre, con i bianconeri impantanati nelle zone pericolose della classifica, la società decide di sostituire Alvini dopo una sola vittoria in 13 partite.
Due esoneri in un anno solare sembrano essere un colpo pesante alle aspirazioni di Alvini e un burrascoso stop alla sua carriera in ascesa.
La stagione 2024/2025 lo vede sulla panchina del Cosenza, con i tifosi calabresi che apprezzano molto il suo temperamento ed appoggiano con grande affetto la squadra, che parte con quattro punti di penalizzazione per violazioni di natura amministrativa commesse dalla società.
Ma il calcio si sa non è solo sentimento e le difficoltà di una rosa poco competitiva gli costano l’esonero il 26 febbraio 2025, con il Cosenza che si trova all’ultimo posto in classifica.
Quattro partite e poi la società lo richiama il 30 marzo nel disperato tentativo di compiere un’impresa che non si realizza.
Nonostante il terzo esonero consecutivo, arriva subito l’interesse di un’altra squadra cadetta, il Frosinone.
Plasma la squadra ciociara a sua immagine e somiglianza: gioco verticale, a ritmi altissimi e con molta aggressività.
Indicazioni che i giocatori assimilano facilmente, dando vita ad una splendida cavalcata che si conclude con la promozione in serie A ottenuta raggiungendo il secondo posto in classifica.
Nella massima serie il Frosinone si presenta come squadra su cui puntare per la retrocessione, un parere che viene da molti.
Assolutamente a sorpresa, oggi i gialloblù si trovano lontano dalla zona salvezza, pienamente nella prima metà della classifica, riuscendo a stupire tutti per il bel gioco messo in mostra fino a questo momento.
Un piccolo sogno fatto di sacrifici, risultati e spettacolo.
